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La scomparsa di mio padre è stato un evento che mi ha segnato profondamente. Nonostante i miei 36 anni d’età non mi era mai capitato prima d’ora di sentirmi così solo, smarrito e indifeso come in questo periodo: mio padre non c’era più e non avrebbe più potuto coprire i miei errori e tirarmi fuori dai guai, nonostante non abbia mai combinato nulla di grave.

Mi sono sentito come un bambino che, all’interno di un grande supermercato, non riesce più ad identificare il volto del proprio genitore perso tra la folla. È proprio in quei brevissimi istanti di vera solitudine che focalizza la propria attenzione sulle persone, notandone le bizzarrie e le caratteristiche che altrimenti passerebbero inosservate.

E così ho fatto: mi sono guardato intorno cercando di scoprire ed analizzare il maggior numero di cose che mi stavano intorno, Arte compresa. Ho scoperto di essermi stancato di codici decifrabili solamente a pochi o di paroloni articolati atti a descrivere un banale pallino giallo posto all’interno di un’enorme tela bianca. Ho scelto quindi di ritornare alla semplicità delle cose, analizzandone la purezza ed inserendole nel loro giusto contesto.

Questa sarà la filosofia che seguirà la mia nuova linea di quadri.

Chiedo scusa a quanti non hanno più avuto mie notizie da diverso tempo e si sono domandati che fine avessi fatto. Ero solamente impegnato a guardarmi attorno con occhi di bambino smarrito.

Ora rincomincio da capo.

Fulicardo Sign

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